Giovedì 15 aprile 2010 C ´era lei quando la Sardegna irrompeva in serie A2, tutte e due le volte: con la Novitas di Sestu prima e con l´Airone di Tortolì poi. Barbara Mura è stata una delle più forti pallavoliste sarde di sempre, ma non soltanto perché ha scritto pagine vincenti di questa disciplina: lo è stata soprattutto perché era l´immagine-copertina di una pallavolo solare e sincera, un visino da eterna bambina capace di diventare una belva in campo dove ha giocato prima da schiacciatrice pura per diventare poi un libero insuperabile. Ieri Barbara è uscita dal campo per l´ultima volta, a soli 34 anni, lasciando sgomento tutto il movimento che voleva bene come a nessun altro a lei e suo marito, lo storico capitano della San Paolo prima, di Tiscali poi e adesso dell´Augusta, Alessandro Maxia, altro ragazzo dal cuore d´acciaio in campo e d´oro fuori dal campo. Una coppia perfetta. Da qualche tempo Barbara, nata a Donori ed esplosa come giocatrice a Sestu, dove ha giocato per un decennio prima di approdare all´Alfieri e quindi all´Airone, era stata colpita da un male vigliacco e terribile, poco dopo aver messo al mondo una bambina: notizie incoraggianti e frustranti si sono alternate in questi ultimi tempi. Fino all´annuncio di ieri. Addio Barbara, il volley ha perso la sua miss più amata.> NANDO MURA