".....cosa significa vincere. Perché vincere contro gli avversari, fare le cose meglio degli altri è solo l´ultima tappa di un processo. E anche l´idea della mentalità vincente a volte è fuorviante. Non credo che serva molto "caricare" i giocatori prima della partita. Certo, lo facciamo, ma solo qualche volta, altrimenti non serve, ci si abitua. Ciò che conta è fare diversi passi che portano alla mentalità vincente, perché questa si ottiene solo vincendo. La mentalità vincente non è un trucco psicologico. Il problema è cosa significa vincere. La prima vittoria che propongo ai miei giocatori, e che mi pongo io stesso, è battere un nemico terribile, anche perché si nasconde, anche perché noi non lo vogliamo mai affrontare, che di solito ci fa più paura anche dell´avversario più forte. E questo avversario sono i nostri difetti, i nostri limiti, le cose che non ci vengono bene, che non ci piacciono. Questa è la prima vittoria, perché se non si vince questa gara non c´è miglioramento, cioè aumento della qualità. È inutile dire: "La nostra squadra vincerà. Però lui batte male e non impara a battere meglio, lui è uno che non riesce a mantenere la concentrazione e continuerà a non riuscirci". Non c´è niente da fare: la prima vittoria è vincere contro noi stessi. E dopo questa prima vittoria possiamo già cominciare ad avere una mentalità vincente, perché sappiamo vincere i nostri difetti, e ancora non abbiamo battuto nessuna squadra. Il secondo passo è vincere contro le difficoltà, che è un´altra cosa rispetto a noi, perché quando parlo dei nostri limiti parlo di limiti personali, oltre che della squadra, non limiti in generale. Poi ci sono altre difficoltà di ogni tipo che dobbiamo risolvere, che dobbiamo battere. ............................ Non riuscire a vincere le difficoltà porta a quella che chiamo la "cultura degli alibi", cioè il tentativo di attribuire il motivo di un nostro fallimento a qualcosa che non dipende da noi.............................................. Nella pallavolo, ad esempio, si verifica questa situazione: lo schiacciatore, che riceve la palla un po´ staccata dalla rete e tira fuori, dice al palleggiatore "Prego, la palla più vicina", il palleggiatore, che a sua volta ha ricevuto la palla un pò staccata e ha alzato male, si gira e dice alla ricezione "Ragazzi, la ricezione!", quello che ha ricevuto la palla dall´avversario non può dirgli "Batti più facile", allora dice "Quella luce mi dà nell´occhio", allora devo chiamare gli elettricisti, invece di allenare.... Il terzo livello di vittoria è vincere contro gli avversari, e qui viene il problema della qualità, nostra e degli altri, ed il problema di misurarla. In tal senso le statistiche ci servono a non fidarci delle semplici impressioni e anche a misurare in cosa dobbiamo migliorare. Ricerca della qualità non significa infatti ricerca della perfezione, perché quella della perfezione è un´idea perdente, per il semplice motivo che non è possibile raggiungerla. Se si pretende la perfezione, otteniamo il risultato che il giocatore, vedendo che non ci riesce, comincia a considerarsi in modo negativo, perché non raggiunge l´obiettivo che gli abbiamo dato. Uno dei compiti di un vero allenatore è saper individuare fra tutti gli elementi da migliorare in una partita quelli che sono decisivi per la vittoria. Questo significa stabilire delle priorità, e credo che sia una delle cose più difficili da fare, ma stabilire delle priorità è l´unico modo per guidare il processo che porta alla vittoria. Fra tutti i difetti dei giocatori occorre individuarne tre, e su quelli bisogna "martellare", finché non si ottiene il salto di qualità, mentre gli altri li tocchiamo, ma non possiamo pretendere per tutti lo stesso livello di applicazione. .................................................... Per finire, vorrei sfatare un detto molto diffuso: "Squadra che vince non si tocca". Io non sono d´accordo, perché questo significa che prima o poi bisogna perdere, e poiché a me non piace perdere, penso che sia meglio cambiare qualcosa prima e non dopo avere perso. Se vediamo che la qualità potrebbe aumentare, ad esempio cambiando qualche giocatore, io sono convinto che sia meglio cambiare, anche se la squadra ha vinto tutto."